"Senecio inaequidens" di Kristian Peters -- Fabelfroh 12:31, 25 November 2006 (UTC) - photographed by myself. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Senecio_inaequidens.jpeg#mediaviewer/File:Senecio_inaequidens.jpeg
Senecio africano (Senecio inaequidens) di Kristian Peters — Fabelfroh 12:31, 25 November 2006 (UTC)
La scorsa settimana
ho letto una notizia che ha dato una bella scossa ai miei sogni giardinicoli e mi ha
mostrato in un sol colpo l’enormità della mia ignoranza del mondo botanico.
Sui cigli delle strade che abitualmente percorro avevo notato delle
bellissime fioriture in giallo di margheritine alte una sessantina di
centimetri, raggruppate in folti gruppi che sfoggiavano la loro bellezza da
giugno fino a dicembre, senza interruzioni.
L’idea di portarmi in giardino una simile meraviglia, così resistente, così
parca di cure e così lungamente in fiore mi ha fatto accostare la macchina per
raccogliere i semi. Lo faccio molto spesso perché adoro le “erbacce”,
mi piace l’idea di dare loro spazio e cure nel mio giardino per portarmi sotto
gli occhi bellezze minime e spesso neglette.

Senecio africano (Senecio inaequidens) - Il portamento

Senecio africano (Senecio inaequidens) – Il portamento

Per fortuna, questa volta, non li ho ancora seminati…

Dalle pagine del sito del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga ho scoperto che si tratta di Senecio africano (Senecio inaequidens), una pianta non autoctona, proveniente dal Sud Africa, che sta rapidamente colonizzando il territorio nazionale.

Questa pianta negli ultimi anni, tende ad invadere i pascoli, ai danni della vegetazione naturale, della biodiversità e del paesaggio.

Come se non bastasse, il Senecio africano contiene degli alcaloidi tossici per l’uomo e per gli animali, dalle api alle mucche. La sua diffusione, dunque, potrebbe avere un impatto sia sulla salute umana che sull’economia rurale.

Senecio africano (Senecio inaequidens) - I frutti con il pappo
Senecio africano (Senecio inaequidens) – I frutti con il pappo

Per questi motivi il Parco del Gran Sasso e Monti della Laga ha sviluppato progetto pilota per il
contenimento del Senecio africano che prevede le seguenti azioni:

  • Censimento nell’area del Parco della presenza del Senecio inaequidens
  • Studio sul campo per la comprensione del comportamento della pianta e della capacità di invadere i diversi tipi di ambienti
  • Raccolta e studio delle pubblicazioni scientifiche riguardanti il Senecio, sia per gli aspetti botanici che tossicologici
  • Campagne di eradicazione
  • Campagna di informazione, formazione e sensibilizzazione della popolazione locale (scuole, agricoltori, allevatori, apicoltori, associazioni, cittadini ecc…)
  • Coordinamento tra Enti e Istituzioni per l’attuazione di azioni sinergiche di contrasto
Per mantenere e migliorare la qualità dei prodotti caseari ed apistici e per evitare l’ulteriore diffondersi della specie, si invita in via cautelativa ad adottare i seguenti comportamenti:

  • controllare che il FIENO non contenga senecio
  • non portare il BESTIAME su pascoli invasi da senecio
  • non collocare ARNIE in zone ad alta densità di senecio
  • evitare il transito di PECORE in aree con senecio in fase di fruttificazione (da luglio a novembre)
  • effettuare gli SFALCI di aree invase prima della fruttificazione (entro giugno)
  • se possibile SRADICARE le piante, facendo attenzione ad asportare anche la radice.

E’ evidente che risulta di primaria importanza l’informazione dei cittadini e la loro collaborazione per riuscire a rallentare l’espansione di questa pianta.

Tutte le informazioni utili per riconoscere il Senecio africano e ed i consigli pratici per una corretta eradicazione sono riportate in questa pagina del sito del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga
Per quanto mi riguarda, ho scaricato anche questo documento: Specie alloctone vegetali introduzione al problema (B.Foggi) e comincio da qui e da ora a studiare! 🙂
Senecio africano (Senecio inaequidens), una pianta da combattere
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Un pensiero su “Senecio africano (Senecio inaequidens), una pianta da combattere

  • 13 Gennaio 2015 alle 17:02
    Permalink

    Accidenti all'ignoranza!!! Confesso…pure io l'avrei fatto!Anche magari raccogliendo una pianticella per farla radicare!Sono cosi'carine! Qua nella mia zona mi sembra di non averla mai vista,sara'perche'si sfalcia molto sia per la fienagione sia per tenere puliti i terreni marginali,solo che,cosi'facendo,si perdono anche tante piante selvatiche buone che non arrivano piu'a seme.Sono informazioni importanti,grazie!:-) giuliana

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