PAESAGGI: UN PASSO A DUE TRA IRLANDA E ABRUZZO

Gli appassionati di giardinaggio, me compresa, spesso hanno la sfacciata ambizione di creare uno spazio di Bellezza con gli stessi strumenti che utilizzerebbe Madre Natura: piante, terra, acqua, rocce ed animali. Succede così che un metro quadrato di un cortile condominiale o di un balcone si trasforma in una giungla tropicale o in un angolo di deserto messicano. Attratti da suggestioni culturali, tendiamo a replicare ambienti ed ecosistemi che ci restituiscano quelle sensazioni di beatitudine profonda che abbiamo provato anche solo guardando un documentario in tv. Per i giardinieri, dunque, osservare un paesaggio è come partecipare alla lezione di un grande Maestro. 

PAESAGGI UN PASSO A DUE TRA IRLANDA E ABRUZZO

Come ti ho raccontato più volte su queste pagine, la mia ambizione di giardiniere della domenica è quella di confondere il mio giardino con l’ambiente che lo circonda. Ho osservato a lungo i paesaggi di questa terra, ho annotato gli elementi che lo caratterizzavano, sia che fossero piante o pietre, ho studiato come le stagioni li cambiano. Ed è così che ho deciso di non avere un prato all’inglese, ma un prato bastardo fatto delle stesse essenze dei pascoli della montagna che mi ospita. A mano a mano, ho cancellato i confini lasciando che le rose canine, le ginestre, le clematis vitalba coprissero le recinzioni e scendessero nelle aiuole. Ho raccolto semi di annuali e perenni che si godono la vita nei dintorni ed ho cercato di agevolare le loro radici nei miei vasi. Ho fatto tutto questo ed altro ancora in modo che il mio giardino apparisse davanti alle finestre della mia casa come se la costa di questa montagna non fosse mai stata neanche sfiorata dalle ruspe dell’edilizia.

PAESAGGI: UN PASSO A DUE TRA IRLANDA E ABRUZZO

Queste decisioni le ho prese nel tempo, leggendo libri d’inverno e scavando buche a primavera. Come tutti i giardinieri della domenica, all’inizio mi sono lasciata ammaliare dai cataloghi scintillanti dei vivaisti italiani ed esteri ed ho sognato di tutto per questi 100 mq: dal giardino mediterraneo a quello in stile cottage inglese, per finire con un asciutto zen giapponese. La direzione da seguire me l’ha insegnata il giardino stesso che ha condannato alla morte tutte quelle idee che non potevano mettere radici con questo clima, con questa terra argillosa e calcarea e con un giardiniere povero di tempo e risorse come me. E poi, finalmente, mi è stata necessaria ed inderogabile la questione identitaria e sono andata a prendere le lezioni di base tra le montagne, le valli, i laghi, i fiumi della regione che abito e che di verde e di paesaggi ne esprime di sublimi: l’Abruzzo.

PAESAGGI: UN PASSO A DUE TRA IRLANDA E ABRUZZO

Ovviamente, queste belle certezze in fatto di giardinaggio vacillano spesso, anche perché sono sempre disposte ad incrociare nuovi sentieri, e qualche giorno fa ne ho imboccato uno alquanto originale, in un contesto altrettanto spiazzante: una mostra fotografica nella biblioteca provinciale Tommasi dell’Aquila.

La mostra si intitola “Green lands Castles & fairy tales, dal Gran Sasso alle scogliere di Moher” e si propone l’obiettivo di rilevare la simmetria tra due terre incredibilmente affini: l’Abruzzo, polmone verde d’Europa, e l’Irlanda, nota anche con il nome di Emerald Isle, “isola di smeraldo”.
PAESAGGI: UN PASSO A DUE TRA IRLANDA E ABRUZZOLe immagini, i cui autori sono fotografi amatoriali e professionisti, sono state selezionate dal team di IG L’Aquila attraverso Instagram, ed hanno il verde come denominatore comune. 

Le fotografie sono disposte a coppia per soggetto analogo, una foto irlandese con la corrispettiva abruzzese, e guidano il visitatore lungo un percorso mozzafiato: dalle cime del Gran Sasso fino alle colline verdi dell’Irlanda, passando per laghi, boschi, castelli e luoghi incantati per arrivare, infine, al mare della costa abruzzese e alle maestose scogliere di Moher.

PAESAGGI: UN PASSO A DUE TRA IRLANDA E ABRUZZO Questi i fatti. Ora, caro amico giardiniere che passi di qui, ti dirò delle emozioni e delle riflessioni che questa mostra ha portato nei miei giorni. 

La prima impressione è stata certamente di meraviglia e stupore: non c’è solo il lago di Scanno (AQ) ad avere la forma di un cuore, ne esiste un altro in Irlanda: Tonelagee Montain, Co. Wicklow così recita la didascalia… Che bello, questo pianeta non finirà mai di stupirci!

La seconda mi arrovella quei due neuroni che sono ancora in attività nella mia testa: dunque, il mio giardino è d’ispirazione irlandese? O l’identità di un giardiniere non ha confini nazionali? (detto tra noi, la seconda ipotesi mi appassiona di più)

La terza, invece, ragiona con il concetto di paesaggio come patrimonio da conservare e valorizzare, come prodotto di attività umane sostenibili, come espressione culturale. Ragiona, ragiona, ma da quanto vedo intorno a me, è ancora solo teoria per pochi addetti ai lavori.

La quarta ed ultima mi domanda, come se sapessi rispondere, perché la biblioteca provinciale Tomassi che ho frequentato assiduamente durante i miei studi si trova ancora, dopo nove anni dal sisma, tra i capannoni di una zona industriale.

Lontana anni luce da scuole ed università, invisibile come gli incunaboli medievali che custodisce, deserta dell’umanità che si potrebbe nutrire, come è capitato ad un giardiniere della domenica, di una mostra così, di un inaspettato passo a due tra Irlanda ed Abruzzo.

#TDKC60: Modena City Ramblers – In un giorno di pioggia

PAESAGGI: UN PASSO A DUE TRA IRLANDA E ABRUZZO

Paesaggi: un passo a due tra Irlanda ed Abruzzo
Tag:                         

2 pensieri su “Paesaggi: un passo a due tra Irlanda ed Abruzzo

  • 5 gennaio 2018 alle 17:32
    Permalink

    Forse sai già che condivido ogni parola da te scritta sul giardino, il giardinaggio e i prati all’inglese, e non avrei saputo dirlo meglio. Trovo belle anche le tue domande che sono più interessanti delle risposte che mi sono data. Tra una polemica sui sacchetti biodegradabili e le altre paccottiglie che van per la maggiore, queste riflessioni e la sorte della biblioteca Tomassi son questioni troppo sottili. Lo dico perché sono in fase pessimista. Complice la lontananza forzata da qualsivoglia giardino. Ciao e complimenti. Come per cosa? Ma per il blog!

    Rispondi
    • 6 gennaio 2018 alle 9:33
      Permalink

      Laura, se continui così, penseranno che ti ho sul libro paga! 😉 Ci provo, provo a ragionare su quanto mi accade intorno e le domande sorgono spontanee…invece, le risposte, quelle sì che sono faticose. Il giardino ed il giardinaggio sono ancora per me una metafora potentissima che riesce a rappresentarmi la realtà fatta di sacchetti e biblioteche dimenticate e a mostrarmi le possibili chiavi di interpretazione. Credo che la biologia, in questi giorni confusi da questioni inutili, debba essere la “filosofia” che chiarisce.

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *