rododendro cunningham

L’aiuola delle acidofile è stata quella più martoriata dall’invasione delle impalcature. Le eriche sono completamente scomparse sotto gli scarponi di sicurezza degli operai che le hanno scambiate per erbacce. Delle tre camelie non ho visto neanche un fiore. Delle ortensie una è rasa al suolo, anche se con timidi germogli, l’altra drasticamente ridotta si avvia con speranza alla bella stagione. Lui, il rododendro, taciturno e scontroso, ha perso diversi rami senza fare un fiato. Alle mie ansiose ispezioni mi rimandava segnali di verde scuro dalle sue foglie cuoiose. Strano, mi dicevo, neanche un segno di clorosi? Due anni senza concime speciale, senza innaffiature estive, senza pacciamatura di corteccia di pino per l’inverno, lui che era sempre stato così esigente nel reclamare il suo amato acido sembrava proprio di non aver sofferto. Oggi, non c’è punta dei suoi rami che non sfoggi i suoi migliori fiori lasciandomi il tempo per prendermi cura delle sue sorelle meno fortunate. Ok, eroe, vai avanti così, hai tutto il mio rispetto e la mia gratitudine!

ok, eroe
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