Narcisi bianchi in giardino per ricordare il 6 aprile 2009 - un giardino in diretta
Narcisi bianchi in giardino per ricordare il 6 aprile 2009 – un giardino in diretta

In Giappone, è praticata una antica forma d’arte chiamata “kintsukuroi” che significa letteralmente: “riparare con l’oro”. Quando un vaso, una ciotola, un bicchiere di ceramica si rompono, l’artista rimette insieme i pezzi e colma i vuoti tra un lembo e l’altro di ciascun coccio con una lacca d’oro o d’argento. Lo fa per creare qualcosa di più resistente e di più bello di prima. 
Nella filosofia di questa arte il segno della rottura non è qualcosa da nascondere che rovina il valore dell’oggetto, ma qualcosa da esaltare. 
L’oggetto non perde il suo valore perché è diverso da ciò che era prima della rottura e, magari, distante anni luce da quanto era stato pianificato per il suo aspetto. Il suo valore, anzi si accresce. Kintsukuroi è un’arte che accoglie ed abbraccia i difetti. Li sottolinea con l’oro perchè possano raccontare un’altra storia della vita di quell’oggetto. Una crepa è una storia. Un vaso, una ciotola, un bicchiere di ceramica, con il punto di vista di questa arte, diventano più belli proprio con crepe e storie.

Narcisi bianchi in giardino per ricordare il 6 aprile 2009 - un giardino in diretta
Narcisi bianchi in giardino per ricordare il 6 aprile 2009 – un giardino in diretta

Il 6 aprile 2009 questo giardino si è rotto in due. Una faglia attraversa i suoi dodici metri. Lungo questa crepa ho piantato narcisi bianchi.

Narcisi bianchi in giardino per ricordare il 6 aprile 2009 - un giardino in diretta
Narcisi bianchi in giardino per ricordare il 6 aprile 2009 – un giardino in diretta

Pensavo di farlo da molto tempo, ma solo ora, dopo sette anni dalla rottura, sono riuscita a concretizzarlo. Ho dovuto prima capirla questa crepa, farci i conti e superare la profonda paura di attraversarla.

Narcisi bianchi in giardino per ricordare il 6 aprile 2009 - un giardino in diretta
Narcisi bianchi in giardino per ricordare il 6 aprile 2009 – un giardino in diretta

Adesso, almeno è tracciata. L’oro di un giardiniere sono i fiori e la terra ed io ho appena cominciato a praticare kintsukuroi con i pezzi del mio giardino rotto.

Narcisi bianchi in giardino per ricordare il 6 aprile 2009 - un giardino in diretta
Narcisi bianchi in giardino per ricordare il 6 aprile 2009 – un giardino in diretta

Oltre ai narcisi bianchi (Narcissus Tazetta “Avalanche”, Narcissus “Mount Hood”), ho colmato la crepa con sassi di queste montagne, portati in giardino o, per la gran parte, rinvenuti durante la coltivazione di questi cento metri quadrati di terra. Spero che il loro candore brilli ad ogni primavera, ad ogni 6 aprile che tornerà qui, così come di solito fanno i narcisi ed i sassi.

Narcisi bianchi in giardino per ricordare il 6 aprile 2009 - un giardino in diretta
Narcisi bianchi in giardino per ricordare il 6 aprile 2009 – un giardino in diretta

Ho disseminato la mia crepa anche di talee di bosso (Buxus sempervirens) che ci metteranno una vita per radicare e per crescere, però saranno un bel segno verde per tutto l’anno e per tutto il tempo che vivranno qui. 

A L’Aquila, oggi, dopo sette anni dal 6 aprile 2009, non esiste un tributo alla memoria delle vittime del sisma che sia unica espressione della città, ma decine di migliaia di memorie personali che si aggregano, a volte, in maniera liquida e temporanea. 

Il progetto della mia nuova aiuola è una di queste. Colmo una crepa, traccio una linea tra il prima ed il dopo, racconto un’altra storia di questo giardino rotto, e poi offro dei fiori a chi, anche questa sera, non tornerà a casa.

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Narcisi bianchi in giardino per ricordare il 6 aprile 2009

4 pensieri su “Narcisi bianchi in giardino per ricordare il 6 aprile 2009

  • 6 aprile 2016 alle 13:21
    Permalink

    Conosco quest'Arte giapponese del riempire. Mi ricorda molto l'artista Kengiro Azuma e quell'attenzione orientale, quasi zen, dei vuoti e dei pieni.
    Laura

    Rispondi
  • 7 aprile 2017 alle 17:25
    Permalink

    questo articolo è così commovente che lascerà una traccia dentro molti di noi, Grazie Donatella

    Rispondi

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