l’amaca sotto il ciliegio

Ancora prima di avere degli alberi nel mio giardino, ho comprato un’amaca. Da aprile ad ottobre era il mio divano preferito. Tesa tra la quiete, ondeggiante nell’ombra, fresca di sottili venti ha ospitato le mie sieste del dopopranzo nei week end, le pause rigeneranti al rientro dal lavoro, le stellate serate estive. Accolta come un’ospite gradita trovavo in lei il luogo ideale per raggiungere quello stato di grazia che ti fa entrare dentro un libro come dentro un mondo. Tutti i bambini che sono passati di qui ne hanno fatto un gioco nuovo ed avventuroso trasformandola in barca, altalena, rifugio nella giungla e non so che altro. Anche Romeo, il gatto, l’aveva eletta a suo personale eden. L’estate ormai è andata e manca poco alla rimessa in garage di tutte le attrezzature. Ok, niente è più come prima, lo so. Però ora voglio ufficialmente qui protestare perché fino ad oggi non sono riuscita una sola volta a stare con lei. Da questo momento in poi prendo, dunque, il solenne impegno di coccolarla almeno per due ore alla settimana, la mia amata!

l’amaca deserta
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4 pensieri su “l’amaca deserta

  • 1 Settembre 2011 alle 18:17
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    L'amaca è rilassante, lo sa il mio uomo che si fa certe penniche… Coccolala pure, fa tanto bene!

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  • 2 Settembre 2011 alle 16:21
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    Ma che bella idea questa delle foto in acquerello!p.s. la tua amaca è splendida :)io adoro le amache, ho passato le vacanze passandoci molto tempo a ciondolarci sopra:)

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