Romeo

Un anno dopo il nostro arrivo nella nuova casa, finalmente con il giardino, spuntò dal nulla Gastone, un gattone bianco e nero, educato ed elegante come un nobile ed affettuoso come un cucciolo. Una giovane coppia nel giardino confinante lo elesse a padrone di casa e da allora cominciò la saga della sua lunga discendenza. La prima cucciolata fu un avvenimento memorabile per tutti noi che partecipammo con tutte le cure del caso, figuriamoci per il mio cucciolo che, finita la prima elementare assaporava l’avventura di giocare in un boschetto di querce e nel cortile sotto casa con una banda di coetanei scatenati. Era agosto e le conversazioni con la recinzione di mezzo sulle gesta eroiche di quei quattro micetti  finirono per trasformarsi in una calda ed allegra amicizia. Anche perché convenimmo facilmente che sarebbe stato arduo far comprendere ai felini il concetto di “confine”. Perfino il mio povero acero giapponese, appena impiantato e alto a malapena mezzo metro, si prestò con pazienza alla crescita di quei quattro monelli che l’avevano scambiato per la loro palestra preferita. Alla conclusione dello svezzamento le adorabili pesti trovarono altre case ed altri giardini per le loro scorribande. Tranne il maschio. Sono passati sette anni. Tutto scorre, tutto cambia, ma Romeo è rimasto qui. Guardiano inflessibile durante la nostra lunga assenza, padrone assoluto di questo territorio, seminatore di una stirpe con gli occhi blu, mi accoglie la sera nel parcheggio al mio rientro e la mattina, quando mi affaccio alla finestra per la mia contemplazione quotidiana, reclama attenzione e sopratutto colazione. In questo diario è già comparso diverse volte, qui e qui per la precisione, non potevo non presentarvelo ufficialmente. Uno scatto al volo, prima che salti sul davanzale a tagliare corto le mie romanticherie!

Il fior fiore del mio giardino: Romeo
Tag:                             

6 pensieri su “Il fior fiore del mio giardino: Romeo

  • 8 Settembre 2011 alle 18:44
    Permalink

    Come dimostri con il tuo racconto, non è vero che i gatti non siano affettuosi,anzi…!

    Rispondi
  • 8 Settembre 2011 alle 19:25
    Permalink

    Gli animali sono affettuosissimi, come si fa a resistere?

    Rispondi
  • 8 Settembre 2011 alle 20:15
    Permalink

    Ti capisco, anch'io ho vissuto queste emozioni…e ricordo i 4 cuccioli allenarsi su una piccola ginestra; ora ho 5 gatti +1 e sono tutti diversi di carattere ma affettuosi e giocherelloni; l'equivalente di Romeo è Mitzy che me ne vuole un po' perchè in settimana sono poco a casa!

    Rispondi
  • 8 Settembre 2011 alle 21:43
    Permalink

    Il nome Romeo per un gatto mi ricorda l'omonimo nel cartone della Disney, gli Aristogatti.
    Che bella la storia del tuo miciotto, dicono che i gatti non siano affettuosi come i cani, ma io, per esperienza, non sono d'accordo, avendo sempre avuto la loro compagnia per tanti anni, prima a casa di mamma e poi qui al villaggio.

    La gatta che avevo con me fino a due anni fa, riconosceva fra mille la mia auto quando rientravo a casa, ritornava in giardino dai suoi giri per il villaggio per accogliermi con grandi feste e per rimproverarmi per il ritardo eheheh!

    Rispondi
  • 8 Settembre 2011 alle 22:14
    Permalink

    Che dire..io ne ho 4 di gatti che girano,dormono ,mangiano,litigano tra di loro…e non sono i miei ma dei lontani vicini ma li ho sempre qua!
    Romeo e ..Giulietta?!!baci

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *