#STORIES - UN GIARDINO IN DIRETTA (2)Chi segue le storie di questo giardino sa già quanto il suo giardiniere subisca il fascino degli specchi, ma di certo non lo sa chi capita su queste pagine per caso.

L’angolo di questi 100 mq. che mi appartiene di più, dal primo all’ultimo atomo che lo compongono, ne ospita uno, appartenuto alla mia famiglia. Svuotata una vecchia casa, nessuno lo voleva perché fuori moda e malandato e così l’ho portato qui, convinta che avesse un mare di vite e di storie dentro di sé.

A questo specchio ho dedicato la copertina del calendario 2017 e, poi, la scorsa estate, la locandina della mia prima mostra fotografica di cui prima o poi ti racconterò.

Gli specchi riflettono, è inevitabile, anche se ci passi davanti per un millesimo di secondo, che tu lo voglia o no. Se, poi, ti ci fermi davanti cominci a riflettere pure tu.

E a me piace riflettere. Lo so, non è molto corretto, ma non me ne importa molto se lo specchio è consapevole o meno di quello che fa, do per scontato che quello è il suo mestiere. Mi comporto come un macaco, certo, ma provaci tu a disobbedire alla fisiologia dei neuroni.

Altra attrazione fatale è la poesia che su di me ha lo stesso effetto degli specchi: mi fa riflettere. Non so fare a meno delle metafore, mi hanno educato a leggerle e a scriverle, mi nutrono come le banane fanno con i macachi. Spesso, poi, succede che la rappresentazione della realtà sia più efficace della realtà stessa per capire cosa sta succedendo. 

Ed ecco spiegata in povere parole (non so fare di meglio, credimi) la mia fatale attrazione per gli specchi e perché ne ho messo uno nel mio giardino.

TDKC60: Don’t Let Me Be Misunderstood 

i giardinieri d’inverno riflettono
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