Campo Felice

In questi giorni, appena ho un po’ di tempo libero, me ne vado a caccia di grilli e serpenti tra le mie montagne. Ho bisogno di guardare ed osservare altri giardini, di avventurarmi in nuove scoperte, di conoscere meglio questa terra dove vivo. Un’amica comune mi ha presentato Rossano Soldati, il promotore del Giardino Botanico Appenninico di Campo Felice e con lui sono andata curiosa e piena di aspettative a visitare questo luogo che conoscevo solo attraverso le pagine del sito, una delle mie fonti preferite quando voglio dare un nome alle piante che scopro nel boschetto vicino casa.

Giardino Botanico Appenninico di Campo Felice

Faceva molto caldo, nonostante il pomeriggio fosse avanzato, e sono uscita zaino in spalla con la macchina fotografica ed un giubbotto: non si sa mai che temperature si trovano salendo a 1600 m.s.l.m. Ai piedi un paio di comode infradito. Già in macchina, Rossano rispondeva alle mie mille domande e mi raccontava del gran lavoro necessario e sostenuto negli anni per raggiungere i risultati che di lì a poco avrei potuto vedere.

Giardino Botanico Appenninico di Campo Felice

Ecco le informazioni più rilevanti che ho raccolto.
Il Giardino Botanico Appenninico di Campo Felice è stato riconosciuto dalla Regione Abruzzo nel 2004, è gestito dal comune di Lucoli (AQ) e dalla Coop. Ambiente e Territorio, e collabora con il Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di L’Aquila. Si trova ad una quota di 1600 m.s.l.m., su un altipiano chiuso, carsico glaciale, di origine tettonica che fu un antico letto lacustre fino al 1500.

Campanula apennina. (endemica, non comune, sui principali massicci, vegeta nelle rupi, anfratti rocciosi, oltre i 1500 m. ) – Giardino Botanico Appenninico di Campo Felice  

Si estende su una superficie di 5000 mq. ed è adagiato su una collina naturale con varie esposizioni dove sono stati utilizzati gli incavi rocciosi esistenti per la collocazione delle aiuole.  Lo si percorre attraverso una rete di sentieri. L’ambiente steppico roccioso ha una piovosità media annua di circa 160 cm ed una temperatura media annua di 5/6 gradi.

Sorbus aucuparia ( Sorbo degli uccellatori, cresce nelle parti rocciose delle faggete, negli anfratti rocciosi fino a 2200 m.) Giardino Botanico Appenninico di Campo Felice

Nel giardino,sono presenti circa 700 specie, arboree,arbustive ed erbacee, di cui circa 500 sono cartellinate. Le essenze, provengono dal territorio comunale di 108  Kmq. la cui altitudine varia da 850 a 2200 mslm. Il territorio, composto da boschi misti a latifoglia, faggete, pascoli rocciosi, brecciai, rupi, macereti, e limitati ambienti umidi di alta quota sono tutti di grande interesse botanico. Il giardino accoglie una buona campionatura di essenze della catena Velino/Sirente/ Orsello. Le fioriture, si avvicendano naturalmente a partire da marzo fino a novembre.

Aster alpinus, endemica comune da 1500 a 2200
Aster alpinus, endemica comune da 1500 a 2200, Giardino Botanico Appenninico di Campo Felice



Non sono in coltivazione specie extra appenniniche o cultivar, più del 90% sono piante selvatiche locali tutte appartenenti al territorio del comune di Lucoli, tranne alcune di particolare interesse che appartengono ai territori limitrofi che posseggono caratteristiche simili. Particolare attenzione è stata rivolta alla ricerca sulle specie di alta quota, di brecciaio, rupestri, ed agli endemismi.
Lo scopo del Giardino Botanico Appenninico di Campo Felice, è il monitoraggio ambientale a tutto campo, la mappatura delle specie esistenti nel perimetro del territorio, lo studio in coltivazione di alcune specie dubbie, la diffusione dell’interesse naturalistico e la riproduzione di specie interessanti.

Lotus corniculatus, Giardino Botanico Appenninico di Campo Felice

Così dicendo, finalmente si arriva e comincia l’esplorazione di questa meraviglia!
E capisco subito di aver sbagliato scarpe: qui ci volevano gli scarponcini da trekking, altro che le comode infradito!
Mi guardo intorno attonita e il mio occhio da giardiniere costata tristemente che al bel Giardino Botanico Appenninico di Campo Felice non è più destinata nessuna cura da lungo tempo.

I sentieri non si distinguono più per quanto sono ricoperti di vegetazione, le piante nelle aiuole sono mimetizzate tra le alte erbe arrivate dai pascoli vicini ed io non so a che cosa mi potrà mai servire la macchina fotografica in queste condizioni. Rossano, invece, scova subito una libellula e la cattura con il suo obiettivo.

Rossano Soldati nel Giardino Botanico Appenninico di Campo Felice

Ora, però, Rossano Soldati risponde ad altre domande che gli pongo per capire cosa è successo. Tutte le risposte possono essere riassunte in una sola: dal 2011 non sono stati più riconosciuti finanziamenti a nessun giardino botanico della Regione Abruzzo, compreso questo. In simili condizioni, è ovvio che la manutenzione, per quanto di basso impatto per un giardino botanico come questo, è stata impossibile.

Rosa pendulina.  Forma, a volte, tappeti molto estesi. Cresce nei macereti, sottobosco, rupi e radure oltre 1300 m.,  Giardino Botanico Appenninico di Campo Felice

Mi racconta tutto questo con tono rassegnato, ma a me fa troppo rabbia per arrendermi così. 

Penso che i veri giardinieri reagiscono alle sventure che capitano nei loro giardini, si tirano su le maniche e riparano i danni. Il Giardino Botanico Appenninico di Campo Felice è di tutti e per tutti, magari ci sono altri giardinieri che, come me, passerebbero volentieri una giornata in montagna a tirare via erbacce, a sistemare pietre, a guardare da vicino le meraviglie botaniche che vi sono raccolte. Tu non credi?

Io ci voglio almeno provare, se ci riuscirò o meno “lo scopriremo solo vivendo”…

P.S. Guarda, nonostante tutto, le rarità e le bellezze che sono poi riuscita a fotografare superando lo sconforto 🙂

Giardino Botanico Appenninico di Campo Felice: un eden montano abbandonato
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8 pensieri su “Giardino Botanico Appenninico di Campo Felice: un eden montano abbandonato

    • 18 Luglio 2014 alle 14:46
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      tristemente vero, Alessandro. Non mi arrendo facilmente, ma davanti a questa mancanza di cura le braccia mi sono cadute molto, ma molto in basso. Spero ancora di poter fare qualcosa, magari insieme a chi, come me, non ci sta a chiudere gli occhi.

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  • 17 Luglio 2014 alle 14:04
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    Io ci sto a trascorrere una giornata ripulendo e ammirando ….organizza dai !!!

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    • 18 Luglio 2014 alle 14:51
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      Tu sei una grande, Emmeti! Mi piacerebbe proprio organizzare una sorta di giornata ecologica. Sto provando a mettermi in contatto con l'ente che gestisce il giardino, ma fino ad oggi nessuna nuova…

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  • 17 Luglio 2014 alle 15:21
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    Stavo scrivendo un post deprimente sulla poverta' mentale-soprattutto- di chi dovrebbe interessarsi del nostro patrimonio naturale/artistico/culturale e della sua valorizzazione,ma poi mi sono detta che anche l'entusiasmo no!non possiamo farcelo affossare!!!!Se ci sono le iniziative" spiagge pulite "ci saranno quelle"parchi botanici remise en form(scussate il mio frangese maccheronico)! Dai che si parteeee……B-) Giuliana

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    • 18 Luglio 2014 alle 14:56
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      Lo sapevo, lo sapevo, lo sapevo che non sarei rimasta sola in questa impresa! Grazie Giuliana per aver preferito la strada dell'entusiasmo a quella del lamento! Così sono ancora più motivata ad insistere 🙂

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    • 18 Luglio 2014 alle 15:00
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      La natura è strepitosa su queste montagne, un po' meno l'operare dell'uomo su di essa. Eppure basterebbe mettere in moto qualche neurone per sentirsi davvero fortunati di vivere in questo territorio.

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