Gentiana lutea, sullo sfondo il Gran Sasso – foto di Benny Trapp Fotografie 

A Sorrento ci sono i limoni e si prepara il limoncello. A L’Aquila i limoni scarseggiano, per ovvie ragioni climatiche, ma non manca una ricetta per produrre un liquore che usa quanto Madre Natura ci mette a disposizione in abbondanza nelle praterie, fino in alta montagna: la genziana (Gentiana lutea).

Regalata o auto-prodotta, non c’è casa in questa città che non disponga di almeno una bottiglia del liquore ricavato dalle radici della genziana. Anche perché la ricetta è davvero semplice ed il risultato sopraffino. Sono note, infatti, le proprietà digestive ed aromatiche di questa pianta che cresce spontaneamente ed indisturbata sulle nostre montagne.

Un Giardino In Diretta aderisce alla campagna #savethegenziana
Un Giardino In Diretta aderisce alla campagna #savethegenziana

Capirai, dunque, lo sconforto che ha assalito la cittadinanza intera quando si è appresa la notiziarilanciata oggi a livello nazionale, che stanno per essere distrutti ben centoundici litridi questo amato liquore, quello prodotto dalle sante mani delle Suore del Sacro Cuore.
Subito è partito l’appello sul web grazie alla pagina SaveTheGenziana ed ad un folto gruppo di sostenitori. Un Giardino In Diretta, non solo sostiene la campagna, ma ha raccolto anche una breve intervista proprio ad una portavoce della comunità che si sta organizzando per evitare questo inaudito scempio.

***
Cara SaveTheGenziana,
benvenuta in giardino! O dovrei dire cari, benvenuti ? Insomma chi siete?
Grazie dell’invito, mi
fermo solo un po’ dalla lotta dura, per questa intervista. Parlare con un
giardino è un mio sogno da sempre… Chi siamo? 
Siamo una moltitudine, puoi darmi del tu.

Ok, allora raccontami
cos’è questa storia. Che cos’è la genziana? E perché va salvata?  
Questa è una storia di
ingiustizie. Condannare a morte centoundici litri di genziana è immorale e
triste. Molto triste.

Dici litri, ma allora
parli di un liquido, non di una pianta?
Ovvio.. parliamo della
radice di genziana trasformata in un liquore 
dalle manine sante della Suore di San Gregorio (AQ). La pianta è un bel
fiore di alta montagna, ma finché non si beve, non rientra nella nostra
battaglia.

E da chi o da cosa lo
dobbiamo salvare questo nettare?
Dalla mano crudele
della legge.

Qui le cose si fanno
serie, il liquore genziana prodotto dalle Suore è fuorilegge? E perché mai?
E’ fuori legge perché
non ha etichetta, manca la tracciabilità degli ingredienti, quindi non può
essere commercializzata, né somministrata al pubblico. Per questo, dopo il
sequestro, ora la distruggeranno. E noi non possiamo permettere questo scempio.
Centoundici litri del liquore tanto caro
agli aquilani, non si possono distruggere!

Quindi non è vietato
produrre il liquore, ma somministralo o venderlo senza etichetta, capisco
bene?  Sai com’è anch’io produco la mia
dose di genziana casalinga e non vorrei correre rischi inutili…
Esattamente. Bravo Un Giardino
In Diretta!

Per ricapitolare, le
sante mani delle suore producono centoundici litri di liquore di genziana ed
arriva la legge che vuole distruggere tutto quel ben di Dio in nome della
tracciabilità?
Proprio così! La
nostra proposta è di fare come per i beni confiscati alla mafia ed, invece di
distruggerli, si potrebbe distribuirli in beneficenza! Nell’Aquila post sisma,
non abbiamo bisogno di altre distruzioni. Genziana libera, genziana bevibile
liberamente!

Bene, mi hai
convinto, come si può partecipare a questo appello per evitare la distruzione
di questo liquore artigianale?
Aderisci anche tu alla
campagna web #savethegenziana! Esercita così una pressione politica ed emotiva
sul braccio feroce della giustizia che, cieca, ci offre questa occasione unica
per sbeffeggiarla.

Siete molto
determinati!
 Questa campagna è una cosa seria, dunque?
Serissima, ovviamente.
Come tutto quello che viene vissuto nel mondo dei social. Tanti e tante si sono
uniti a noi. Uomini, donne, animali, pupazzi di peluche, sagome di cartone,
montagne, guerrieri di Capestrano ecc. L’Aquila post sisma unita al web, crea
mondi assurdi. Gli unici possibili in cui vivere questi strani anni.

Cosa vuoi dire, con
questi centoundici  litri si salva anche
il buon umore e la connotazione identitaria di una città?
Si, può essere che un
hashtag salvi i centoundici litri. Si, tutto può essere utile a
salvaguardare i valori di una città intera.

Quindi il grido di
battaglia è?
Genziana libera,
genziana dissequestrata! Fatti un selfie, libera la mente, abbandonati alla
follia. Usa l’hashtag 
#savethegenziana!

Grazie per
l’intervista 
SaveTheGenziana, ci
seguiamo su facebook e twitter?

Ci seguiamo, a presto!
Baci e libertà.

***
P.S. Goliardia a parte, a me fa riflettere come le norme comunitarie che salvaguardano la salute dei cittadini europei finiscano per punire un prodotto fatto a mano da persone oneste e timorate di Dio. Quanto spazio legislativo rimane per sviluppare un’economia che favorisca la produzione locale, invece di una globale, almeno per il cibo e le bevande?
Genziana in pericolo, salviamola!
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6 pensieri su “Genziana in pericolo, salviamola!

  • 22 Maggio 2014 alle 10:07
    Permalink

    Genziana libera! un infiltrato in ogni casa, un attivista in ognuno di noi!

    Rispondi
  • 22 Maggio 2014 alle 17:26
    Permalink

    suore o no se produci qualcosa per la vendita ,questo deve essere soggetto alla normativa ,puoi essere suora,o aspirante santone nn fa differenza.diverso se lo produci pe uso personale.va inoltre detto che la raccolta della genziana in alcune parti (molte) è VIETATA perchè proprio per il fatto che si usa la radice la pianta si distrugge e si stava estinguendo.è un liquore buonissimo !a gusto mio ovviamente 🙂 ma sapendo lo scempio botanico che si compie evito d berlo.

    Rispondi
    • 23 Maggio 2014 alle 8:42
      Permalink

      grazie Alessandro per questo commento, finalmente qualcuno con cui approfondire il senso di questo ennesimo tormentone social mediatico! Sono d'accordo con te, la legge è legge e va rispettata da tutti e se non ti piace ti attivi per cambiarla. Su queste montagne si raccoglie radice di genziana da non so quanto tempo, tanto da far diventare questo liquore uno dei tratti identitari di questa città e del suo territorio. Chi va in montagna a raccogliere la radice per produrre in modo artigianale questo nettare, ne preleva una piccola parte da ciascuna pianta perché l'anno successivo non vuole ritrovarsi senza. Il rischio di estinzione è evitato non tanto per sensibilità ecologica, ma per pura convenienza. Capirai, dunque, che il tormentone non è contro il rispetto della legge, ma una reazione emotiva a veder sprecato il lavoro delle suore senza poter godere del risultato! Un grido di dolore, niente di più. Come quando ci si indigna a vedere le ruspe che passano sopra le arance di Sicilia. Altra cosa è considerare gli effetti ed il senso di questo tipo di leggi comunitarie che spesso producono situazioni paradossali come questo episodio o come la distruzione delle arance. Oltre alla goliardia dettata da un senso di appartenenza culturale, ho pensato di riprendere questo episodio di cronaca proprio per riflettere su come modificare leggi che non considerano l'impatto sulla cultura, il saper fare e l'economia locale. Pensa, per esempio, alle battaglie che va conducendo il premio Nobel Vandana Shiva mentre sorseggi un bicchiere di genziana casalinga, se vuoi te ne offro uno fatto con le mie manine 🙂

      Rispondi

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