Spero che chi arrivi su questo post, non sia facilmente impressionabile, le foto che seguono sono abbastanza crude. Le riporto per dovere di cronaca e perchè vorrei avere, da chi ha più esperienza di me, un consiglio su come regolare queste faccende da giardinieri e da amanti degli animali.
Fatta questa doverosa premessa, ti racconto i fatti.
Giorno 1

Mentre spazzo il patio trovo i resti di una bella e grossa coda, troppo grande per essere di una normale lucertola, più probabile che fosse di un ramarro. Ho pensato che fosse la prova di uno scampato pericolo e l’ho eliminata gettandola ai piedi di un arbusto.
Giorno 2

Uscendo con la mia tazza di caffè per l’ispezione mattutina del giardino, vedo finalmente il ramarro. Aveva una piuma in bocca e si era bloccato vicino ai vasi dove crescono le mie talee. Mi avvicino curiosa e scopro che è bloccato per sempre!
la prima vittima, il ramarro - gatti e delitti in giardino - un giardino in diretta
la prima vittima, il ramarro – gatti e delitti in giardino – un giardino in diretta

Giorno 3


Rimosso il ramarro con tristezza perchè era davvero bello, scopro un’altra vittima. Questa volta una povera femmina di merlo. Comincio a preoccuparmi per questa strage di innocenti visitatori del mio giardino, ma non mi resta altro da fare che scavare una buchetta nella terra e dare una giusta sepoltura alla malcapitata.

la seconda vittima, la femmina di merlo – gatti e delitti in giardino – un giardino in diretta

Giorno 4

Esco con la macchina fotografica per il mio reportage quotidiano in diretta dal giardino e attraverso l’obiettivo scopro la terza vittima in un piccolo vaso! Non so dirti di che uccello si trattasse, ma era davvero piccolo, povera creatura!

la terza vittima, la femmina di merlo - gatti e delitti in giardino - un giardino in diretta
la terza vittima, la femmina di merlo – gatti e delitti in giardino – un giardino in diretta

Insomma, non vorrei continuare a raccogliere bestiole senza vita e con questo ritmo impressionante. Mi piacerebbe, invece, trovare un modo per evitare questi spiacevoli accadimenti.
Da come se ne sta acquattato nel prato, credo che l’autore di questi delitti sia lui, Matisse, il gatto giardiniere.

Matisse, il gatto giardiniere - gatti e delitti in giardino - un giardino in diretta
Matisse, il gatto giardiniere – gatti e delitti in giardino – un giardino in diretta

Non ho le prove, ovviamente, ma, diciamo così, solo delle ragionevoli certezze. Eppure la sua ciotola è sempre piena delle sue crocchette preferite e, a volte, anche di qualche osso da rosicchiare.
E’ evidente, dunque, che non lo fa per fame.

Matisse, il gatto giardiniere – gatti e delitti in giardino – un giardino in diretta

Anche Romeo, il gatto che abitava questo giardino tempo fa, faceva le sue vittime, ma che io mi ricordi, non erano certo così frequenti.
Come posso dissuaderlo dal continuare questa terribile sequenza di misfatti? Chi sa darmi un consiglio?

delitti in giardino, chi sarà il colpevole?
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11 pensieri su “delitti in giardino, chi sarà il colpevole?

  • 24 Aprile 2015 alle 9:41
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    ahahahahhahahahahahah La so! Il colpevole è il maggiordomo!
    Veste di nero e bianco!
    Monellino di un Matisse!
    Baci!
    Titti

    Rispondi
    • 24 Aprile 2015 alle 10:19
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      Eh sì, credo proprio che sia lui, il solito maggiordomo! Lo perdono solo perchè è ancora giovane, ma spero che impari altre prodezze! Ciao ciao Tiz!

      Rispondi
  • 24 Aprile 2015 alle 9:46
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    Non ho consigli da darti.
    Purtroppo è l'istinto cacciatore del gatto che spesso riaffiora anche nei gatti ben nutriti di casa.
    E infatti, una volta catturata e uccisa la preda, non se ne cibano affatto e non è raro che ti portino pure il cadavere davanti a casa, fieri del loro operato.
    C'è chi per risolvere il problema, appende al collo del gatto un collarino con sonaglio che avverte le inconsapevoli vittime dell'avvicinarsi del predatore.
    ciao!

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    • 24 Aprile 2015 alle 10:23
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      già, sono arrivata alle stesse tue conclusioni Luisella. Non è male il trucco del collarino sonante, pensavo fosse un inutile vezzo degli umani, invece potrebbe davvero essere una tattica vincente per le probabili vittime, anche se immagino quanto possa risultare frustrante per il gatto…
      ci penserò, grazie cara Luisella!

      Rispondi
    • 25 Aprile 2015 alle 8:06
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      Io invece ti sconsiglio il collarino col sonaglio: avverte della presenza del gatto anche i suoi nemici… Il gatto che avevo qualche anno fa amava girare nella campagna intorno casa intorno casa e a causa del sonaglio era individuato e inseguito da nemici felini e canini tutto il tempo: non riusciva nemmeno più a battere in ritirata! Un giorno si è presentato a casa con un pezzetto di orecchio in meno! Tolto il campanello è cessato il problema!

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    • 27 Aprile 2015 alle 7:34
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      eh già, a questo non avevo pensato! Ero dubbiosa perchè pensavo alla frustrazione che avrebbe potuto provare nei tentativi di avvicinarsi alle prede ed invece c'è un risvolto decisamente più importante. ok, niente campanellino, grazie Lara!

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  • 24 Aprile 2015 alle 12:08
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    Col tempo si calmera',e'ancora giovane il cattivone! :)giuliana

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    • 27 Aprile 2015 alle 7:36
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      forde hai ragione, Giuliana. Meglio aspettare che la vecchiaia lo impigrisca!

      Rispondi
  • 26 Aprile 2015 alle 9:20
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    Ti sconsiglio il campanellino : i mici impazziscono . L'istinto è quella cosa che li fa ( e ci fa ) sopravvivere. In tempi di vacche magre serve .Non possiamo modificare a nostro piacimento le cose che sono in natura .
    Buona domenica.
    Laura

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    • 27 Aprile 2015 alle 7:40
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      Mi sembra che sia il ragionamento più opportuno da fare, Laura. Speravo solo che ci fosse un qualche trucco per mitigare questo comportamento, contenerne i danni, ma ne sono consapevole, non sara certo le caccia del mio Matisse a mettere in pericolo l'ecosistema

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    • 27 Aprile 2015 alle 8:26
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      Ben detto ! Non sono i nostri giocattoli , ci piacciono perchè forse , in fondo vorremmo essere come loro.
      Laura

      Rispondi

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