alberi di ottobre - kaki (Diospyros kaki) - un giardino in diretta
alberi di ottobre – kaki (Diospyros kaki) – un giardino in diretta

Lungo il percorso della mia passeggiata preferita ci sono orti, giardini e tanti alberi che crescono felici lungo le rive del torrente Raiale. Ormai è più di un decennio che osservo la natura in questi luoghi, eppure c’è sempre qualcosa che scopro, qualcosa che non avevo mai notato prima come questo straordinario albero di kaki (Diospyros kaki).

Mi sono domandata come avessi fatto a non vederlo prima, ma poi mi sono detta che ad un albero di kaki (Diospyros kaki) può succedere: anche se è enorme, dalla primavera all’estate non cattura l’attenzione. Se ne sta al sole, pacifico con le sue belle foglione verdi e lucide ed aspetta l’autunno per sfoderare il suo migliore outfit, completato dal colpo di scena finale del suo originale costume invernale.

Ho provato a stimare la sua altezza confrontandola con quella delle case che sono intorno e credo che svetti per  almeno 7- 8 metri. Non è la sua altezza massima che va oltre i 15 metri, però mi sembra ben avviato verso il record.

Il kaki (Diospyros kaki), detto anche cachi, diòspiro o diòspero, è originario  dell’Asia orientale.
In Cina lo si coltiva per i suoi frutti da più di duemila anni, per questo lo si ritiene una delle più antiche piante da frutta.
In Giappone oggi è considerato come “l’albero della pace” perché alcuni alberi sopravvissero al bombardamento atomico di Nagasaki nell’agosto 1945.

Solo verso la metà dell’ottocento fu introdotto e diffuso in America ed in Europa. 
In Italia se ne cominciò nei primi del novecento la coltivazione agricola nell’Agro Nocerino che poi si è diffusa in Emilia.

Si adatta molto bene a tutti i terreni, anche quelli argillosi, ma non tollera quelli ricchi di sodio  delle atmosfere saline. Il kaki (Diospyros kaki) è ritenuto una specie subtropicale, adatto a tutta l’area mediterranea e resiste anche alle basse temperature invernali, se è allevato a partire dal giusto portainnesto.

E’ un albero longevo, difficilmente attaccato da parassiti, che non ha bisogno di cure particolari, a parte l’asportazione dei rami secchi, Ci mette dai tre ai quattro anni dall’impianto per fruttificare e questo è l’unico periodo in cui bisogna dedicargli la cura dell’irrigazione e della concimazione con materia organica. Poi, saranno le sue stesse abbondanti foglie cadute a terra a garantirgli l’opportuno nutrimento per le sue radici.

A me piacciono da morire i suoi frutti e per questo avevo osservato come viene coltivato nei giardini e negli orti, dove normalmente non ha la libertà di crescere come saprebbe fare ed è sottoposto a tagli e potature, non sempre aggraziate, che però facilitano la raccolta dei frutti. Ed ho creduto possibile un kaki (Diospyros kaki) anche nel miei 100 mq.
Ora è sepolto, anche lui, all’ombra del ciliegio e mi regala, mio malgrado, foglie bellissime. Ovviamente, di frutti non c’è neanche la speranza.
Se solo avessi notato prima l’albero lungo il torrente Raiale, la folle idea di includerlo nel mio giardino non mi avrebbe, di certo, neanche sfiorato. Però, è bello scoprire che a fare il giardinierie si impara anche andando a passeggio…

alberi di ottobre: kaki (Diospyros kaki)

2 pensieri su “alberi di ottobre: kaki (Diospyros kaki)

  • 27 ottobre 2015 alle 10:18
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    Che albero meraviglioso!!!!
    Chissà quanti anni ha…
    P.S.: anch'io vado matta per i suoi frutti 😉

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    • 27 ottobre 2015 alle 10:59
      Permalink

      bella domanda Luisella, me lo sono chiesta anch'io, ma non c'era nessuno a cui domandarlo, …prima o poi lo scoprirò!

      Rispondi

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