torrente Raiale – Paganica (AQ)

La domenica pomeriggio si va a passeggio. Le temperature di questi giorni sono un invito impossibile da declinare, anche per quelli come me che trovano sempre qualcosa di più urgente da fare.
Un caffè al volo al piccolo bar all’angolo e poi ci si infila in un vicoletto che a poco a poco diventa sentiero lungo il torrente Raiale.

Questo corso d’acqua che scende dalle falde del Gran Sasso è di fondamentale importanza per l’agricoltura di questo territorio: una testimonianza del 1832 la leggevo proprio qualche giorno fa, ma anche la cronaca dello scorso inverno racconta quanto ancora le produzioni locali ne abbiano necessità.
Il paesaggio è ricco e dorato da quella speciale luce che solo settembre sa regalare. I muri a secco dividono ancora le proprietà, le reti di plastica proteggono gli acini dell’uva che tenta di maturare. 
sullo sfondo il Corno Grande (2914 m.

Il mais comincia ad imbiondire guardando la vetta del Corno Grande, i prati sono falciati per l’ultima volta nella stagione, le zucche ingrossano per immagazzinare i semi per il prossimo raccolto, il finocchietto selvatico ha esaurito il suo profumato ciclo.

A camminare così, curiosando allegramente tra le fatiche altrui, sembra tutto facile. Sembra che i semi di zucca si siano sparsi e cresciuti da soli come quelli del finocchietto. Sembra che un albero di mele sia un dispenser gratuito di vitamine, da sempre in quel luogo, da sempre con quella forma e quei colori invitanti.

La mia brevissima esperienza di ortolana mi ha fatto capire chiaramente quanta esperienza sta dentro il detto “l’orto vuole l’uomo morto” e come sia poco ergonomico lavorare la terra che sta così bassa rispetto alle braccia umane. Dopo un paio di stagioni ad insistere su quei pochi metri quadrati che avevo romanticamente destinato al mio nascente orto, ho deciso che in quel luogo ci sarebbe stata bene un’amaca.

Balsamina di Balfour- Impatiens balfourii Hook.
Balsamina di Balfour- Impatiens balfourii Hook.

…ma ecco spuntare lungo il greto del torrente una spettacolare creatura che affascina il giardiniere pigro che vive in me 🙂
L’avevo già notata lungo i vialetti di ghiaia del vicino cimitero dove prosperava felice ed in folta compagnia. Una di quelle piante che mi piacciono tanto: spontanea e tanto invadente! Ovviamente il luogo mi aveva dissuaso dal tentare una qualsiasi operazione che mi permettesse di riprodurla nel mio giardino.
In realtà, non è proprio spontanea, è arrivata dall’Asia  nel secolo scorso, coltivata come ornamentale. Si è poi diffusa e naturalizzata nei fiumi, nei fossati e negli incolti tra i 200 e 600 metri, secondo Flora d’Italia, ma qui siamo già a 700 e sul Forum Acta Plantarum ci sono foto di piante trovate a 1250 m.

Balsamina di Balfour- Impatiens balfourii Hook.
Balsamina di Balfour- Impatiens balfourii Hook.

Felice del mio bottino, come una matta a caccia di grilli e serpenti, rientro a casa e trovo subito un vasetto di coccio che si era appena liberato di un’altra talea. Il seguito alla prossima puntata!

Balsamina di Balfour- Impatiens balfourii Hook.
Balsamina di Balfour- Impatiens balfourii Hook.
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colonna sonora
A caccia di grilli e serpenti

2 pensieri su “A caccia di grilli e serpenti

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